Il 3/10 si presenta a Roma ‘Amare in assenza’, scritto da Raffaele Felaco e Flora D’Anselmo  

La psicoterapia come nuovo rituale per l’elaborazione del lutto, in una società in cui i riti del passato sono stati abbandonati e sostituiti dalla negazione della morte, grazie anche al processo di spettacolarizzazione mediatica. Questo il tema al centro del libro ‘Amare in assenza – Fronteggiare il lutto con la psicoterapia’, scritto da Raffaele Felaco, psicologo e docente di Psicologia sociale e delle dinamiche familiari all’università del Molise, e dalla psicologa Flora D’Anselmo, che sarà presentato a Roma

Lunedì 3 ottobre alle 11,00 alla Sala del Refettorio

Biblioteca Camera dei Deputati

Il tema del lutto si inserisce nell’ampio dibattito in corso sul fine vita, che ha favorito una più profonda interrogazione sulla capacità dell’uomo moderno di relazionarsi alla perdita, sulle strategie che può e che riesce ad attivare per farvi fronte e sullo spazio che la nostra società offre al dolore, allo smarrimento e al sentimento di impotenza individuale e collettiva di fronte alla morte.

Sin dall’antico Egitto, ogni società ha creato o fatto propri specifici rituali che consentivano di esternare la sofferenza per la morte, prendere coscienza della limitatezza della natura umana e consentire successivamente al dolore di evolvere e trasformarsi. A causa dei problemi sociali e dei fattori culturali, nell’attuale momento storico mancano per la prima volta rituali adeguati.

Nel contesto specifico del nostro Paese, resistono coraggiosamente alcune forme residuali di culture passate: c’è ancora chi indossa il lutto, chi mantiene viva la memoria della lamentazione funebre e chi trova consolazione nella fede religiosa e nelle sue pratiche rituali. Ciononostante, il processo di conformismo globale sta omologando i comportamenti a prassi tipiche delle società occidentali, per cui non si è in grado di parlare del proprio dolore.

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E’ possibile individuare qualche attività socialmente legittimata in grado di rinforzare i rituali che ancora oggi resistono? E’ possibile istituire nuove forme rituali in grado di facilitare il processo di adattamento alla perdita e fornire adeguato sostegno alle persone in lutto? Gli autori del libro sono persuasi che la psicoterapia risponda a questi requisiti e che, con la sua ritualità, con il setting terapeutico, con lo spazio che concede all’espressione delle emozioni, con l’ascolto attivo, l’accoglienza e il contenimento del dolore possa essere un rito contemporaneo socialmente condiviso e, soprattutto, efficace a fronteggiare l’immane compito psicologico che la morte impone.

Il volume scritto a quattro mani rappresenta la prima pubblicazione della casa editrice napoletana ‘Kaizen’, specializzata in testi scientifici, in particolare universitari. Oltre agli autori, parteciperanno alla presentazione Fulvio Giardina, Presidente Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi; Cristiano Violani, Preside Facoltà di Medicina e Psicologia Università “Sapienza” e Grazia Attili, Professore di Psicologia sociale all’Università “Sapienza”; modera Simona Abate, psicologa psicoterapeuta.

 

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